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Si è svolta come da programma la cerimonia che intende ricordare le vittime dei bombardamenti subiti dalla città di Vicenza durante la seconda guerra mondiale. Alla presenza del sindaco e delle autorità militari e civili e delle associazioni combattentistiche e d’arma ospitate presso Loggia del Capitaniato, sono stati ricordate le molte centinaia di vittime, di feriti e mutilati, che patirono le incursioni Alleate che, con l’intento dichiarato di distruggere i centri nevralgici dell’occupazione nazista e dei loro servi fascisti e di fiaccare il morale della popolazione, martellarono molte città italiane specialmente durante la Campagna d’Italia. Ingenti i danni al patrimonio abitativo, ai monumenti, al sistema delle comunicazioni che fecero di Vicenza un cumulo di macerie. Presenti alla commemorazione anche l’A.V.L. con in testa il presidente del Comitato Provinciale, Francesco Binotto, di Romeo Covolo per il mandamento dell’Altopiano dei Sette Comuni e Danilo De Zotti per il mandamento dell’Area Berica e per l’occasione alfiere del labaro provinciale dell’Associazione.

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La conferenza. organizzata dall’Istrevi, dall’ANPI, dall’A.V.L. e da CGIL CISL e UIL, si è tenuta con enorme successo di pubblico (molti gli esclusi per i limiti della sala) presso la sala dei Chiostri di Santa Corona.

 

 

Come da programma si è svolta nella giornata di ieri, si è svolta a Sandrigo, la commemorazione della morte avvenuta il 27 aprile 1945 di Giacomo Chilesotti “Nettuno” “Loris”, Giovanni Carli “Ottaviano” e Attilio Andreetto “Sergio”. Alla presenza dei rappresentanti di tre amministrazioni comunali, Thiene, Dueville e Sandrigo, e di molti familiari delle vittime oltre che alla nutrita rappresentanza dell’A.V.L. per l’occasione presente per la prima volta con il labaro nazionale decorato con 161 medaglie  d’oro al valor militare per meriti resistenziali, due delle quali concesse proprio a Chilesotti e a Carli, e con le bandiere della sezione di Thiene e del Gruppo Silva di Mortisa. Presente anche l’Anpi di Thiene e dell’Altopiano dei Sette Comuni e l’attivo sodalizio degli Amici della Resitenza “Anpi – A.V.L.” di Thiene. Dopo gli onori tributati ai caduti, ha preso la parola Francesco Binotto, presidente del Comitato Provinciale dell’A.V.L. il quale ha ricordato in breve gli accadimenti di quel lontano giorno d’aprile di 74 anni addietro. La parola e passata poi al consigliere comunale Cadore dell’amministrazione di Sandrigo il quale ha fatto un intervento accorato e carico di pathos dovuto al fatto che provenendo da nota famiglia partigiana (il nonno era una eminente figura del C.L.N. provinciale e che proprio Giacomo Chilesotti fu un suo pro-zio) ha sottolineato il fatto che queste le celebrazioni in memoria dei caduti per la libertà vanno prese come momento fondamentale per la memoria individuale e collettiva e non come uno stanco rito che di anno in anno si ripete svuotandosi progressivamente dal significato originario. Dello stesso avviso l’interventi del sindaco di Thiene Casarotto il quale, facendo proprie le parole di Cadore, le attualizza ricordando come i valori della Resistenza abbino bisogno di essere considerati vitali nella società contemporanea. Di valori ha parlato successivamente il figlio di Giovanni Carli “Ottaviano” il quale, con visibile commozione, ha ricordato gli interrogativi e le relative risposte che si dava il padre circa il fatto di esporsi in prima persona sul combattere contro nazismo e fascismo. L’alto significato morale ed etico che spinsero molti giovani come Giovanni Carli a mettere a repentaglio la propria vita senza esitazione alcuna, furono tali perchè la conquista della

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La presenza dell’A.V.L. non poteva mancare alla Festa della Liberazione che a Longare ha visto, come per le passate edizioni, invitati i sindaci dell'”Area Berica” la cui estensione ricopre quasi completamente quella che fu la zona di pertinenza della Brigata “Silva”, una delle 7 brigate facenti parte la Divisione Partigiana Vicenza. La cerimonia , divisa in due momenti principali, ha visto lo svolgimento della prima parte presso il Parco della Libertà raggiunto in corte dai gonfaloni dei comuni partecipanti scortati dai relativi sindaci. Presenti le bandiere di numerose associazioni Combattentistiche e d’Arma. Dopo la celebrazione del rito religioso, e la deposizione della corona d’alloro ai caduti a cui sono stati resi gli onori da parte di tutti i presenti, ha preso la parola per l’orazione l’Assessore alla Cultura del Comune di Longare dott.ssa Chiara Donadello la quale ha ricordato il significato della celebrazione, il ruolo della Resistenza, il sacrificio che la lotta al nazi fascismo comportò e la conquista di pace, libertà, democrazia e giustizia. La seconda parte della cerimonia, come da tradizione consolidata e con la situazione meteorologica che l’ha favorita, si è svolta al monumento che nell’immediato dopoguerra venne eretto in posizione sommitale del monte che sovrasta l’abitato di Longare. L’amministrazione comunale ha messo a disposizione due pulmini per portare in loco quanti hanno desiderato recarsi al cospetto della lapide che riporta tutti i nomi dei caduti della “Silva”. Attorno al manufatto, immerso nel prorompente verde primaverile e in un contesto paesaggistico incantevole, si sono radunati i cittadini che hanno dapprima assistito agli onori resi dalle autorità civili ai partigiani caduti e alla deposizione di una corona d’alloro. Ha preso poi la parola Danilo De Zotti in rappresentanza dell’A.V.L. Comitato Provinciale di Vicenza il quale ha tracciato un breve profilo storiografico sulla struttura organizzativa, la funzione i principali obiettivi perseguiti durante il periodo resistenziale. Ha chiuso la cerimonia il sindaco di Castegnero Luca Cavinato che ha puntualizzato sulla necessità di mantenere viva la memoria e la validità dei valori che la Resistenza ha lasciato in eredità alle generazioni successive e ha fatto un accorato appello contro ogni arretramento delle forze democratiche che inevitabilmente finiscono per liberare degli spazi che vengono occupati da chi venne sconfitto ma non debellato dalla lotta di Liberazione.

Abbiamo ancora negli occhi la festa, i colori, la gioia del 25 aprile di Liberazione che già, dopo soli 2 giorni, ci ritroveremo per commemorare ancora dei nostri morti. Infatti, a poche ore dalla Liberazione delle nostre terre, con i tedeschi in affannosa ritirata e molte città del nord già liberate, a Sandrigo caddero tre comandanti nonchè figure di primo piano della Resistenza veneta. Giacomo Chilesotti “Nettuno” “Loris”, comandante della Divisione Alpina Monte Ortigara, il suo commissario politico Giovanni Carli “Ottaviano” e il vice comandante della Brigata “Loris” formazione della Divisione alla cui testa c’era proprio Giacomo Chilesotti.

L’appuntamento è per le ore 16.00 presso il monumento/stele che ricorda quel drammatico lutto che decapitò per mano germanica, la testa di una delle quattro divisioni partigiane che operarono nella nostra provincia.

Davanti al monumento sito in via Roma per rendere omaggio agli eroici comandanti della Resistenza al nazifascismo. Successivamente seguirà una visita al cimitero di Dueville alla tomba di Mary Arnaldi, mitica partigiana protagonista di famose imprese immortalate in molti libri sulla Resistenza e anche di recente nel film di Denis Dellai “Oscar”. Si proseguirà alla volta di Sarcedo per recarsi sul luogo dove caddè Alfredo Fabris, coraggioso combattente della Mazzini di cui era esponente di primo piano e Capo di Stato Maggiore della Brigata “Martiri di Granezza” della Divisione Partigiana Monte Ortigara.
Un dovere verso la Memoria e verso la Storia